Si può mangiare il sushi in gravidanza?

Mangiare sushi è un piacere culinario per molti, ma quando si è in gravidanza, la questione diventa complessa. Si può mangiare il sushi in gravidanza? La risposta non è un semplice sì o no, ma dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di sushi, le modalità di preparazione e il rispetto delle norme igieniche. In questo articolo analizzeremo i rischi e i benefici legati al consumo di sushi durante la gravidanza, utilizzando fonti scientifiche autorevoli per offrirti informazioni approfondite e affidabili.
Pesce crudo e rischi associati alla gravidanza
Il sushi tradizionale è solitamente preparato con pesce crudo, un alimento che può essere contaminato da batteri, virus o parassiti. Questo rappresenta un rischio particolarmente rilevante durante la gravidanza, quando il sistema immunitario della futura mamma è fisiologicamente meno attivo per proteggere il feto.
Uno dei parassiti più noti associati al consumo di pesce crudo è l’anisakis. Studi pubblicati su Clinical Microbiology Reviews (2005) e Parasitology (2012) hanno dimostrato che l’Anisakis simplex, presente nel tratto digestivo di molti pesci marini, può infettare l’essere umano causando anisakidosi. Questa condizione può provocare dolore addominale acuto, nausea, vomito e, in casi gravi, reazioni allergiche.
Inoltre, cibi contaminati possono veicolare agenti patogeni come il batterio Listeria monocytogenes e il parassita Toxoplasma gondii. Secondo una revisione della letteratura pubblicata su The Lancet Infectious Diseases (2021), infezioni da listeriosi o toxoplasmosi durante la gravidanza possono portare a complicazioni gravi, come aborto spontaneo, parto prematuro o problemi neurologici nel bambino.
Per minimizzare questi rischi, molti paesi, tra cui l’Italia, seguono normative stringenti che impongono il congelamento del pesce destinato al consumo crudo a -20°C per almeno 24 ore, una pratica che elimina quasi totalmente i parassiti, come confermato dall’EFSA (European Food Safety Authority).
Va precisato che congelazione e surgelazione non sono la stessa cosa. La congelazione, richiesta dal Regolamento CE 853/2004, è il processo che raffredda gli alimenti a una temperatura inferiore a -20°C per un determinato periodo di tempo, come minimo 24 ore o -35°C per almeno 15 ore. Questo processo, più lento rispetto alla surgelazione, è sufficiente per garantire la sicurezza alimentare eliminando i parassiti come l’Anisakis simplex.
La surgelazione, invece, è una tecnica industriale che abbassa rapidamente la temperatura dell’alimento a circa -40°C o meno in tempi brevissimi. Questo metodo garantisce non solo la sicurezza alimentare, ma preserva anche meglio la consistenza, il sapore e le qualità organolettiche del prodotto, evitando la formazione di grandi cristalli di ghiaccio che possono danneggiare la struttura del pesce.
Sebbene il regolamento europeo imponga solo la congelazione per eliminare i parassiti, la surgelazione sarebbe preferibile per mantenere la qualità del prodotto, soprattutto nel caso del sushi e a maggior ragione durante una gravidanza.
Dott.ssa Vanessa Lomazzi
Biologa nutrizionista pediatrica
Direttore del Centro IGEA – Salute e Prevenzione
Toxoplasmosi e listeriosi
La toxoplasmosi è causata dal parassita Toxoplasma gondii, che può trovarsi in carne cruda o pesce contaminato. Sebbene l’infezione sia più comune attraverso carni rosse o acqua non trattata, è comunque un rischio associato al consumo di sushi.
Più preoccupante, però, è la listeriosi, un’infezione batterica causata da Listeria monocytogenes. Questo batterio può proliferare nei cibi pronti o conservati in modo improprio, come il pesce crudo o affumicato. Secondo uno studio pubblicato su Microbial Pathogenesis (2017), la listeriosi colpisce circa 12 casi ogni 100.000 gravidanze in Europa, con conseguenze potenzialmente gravi per il feto, come infezioni sistemiche o problemi neurologici.
Quali tipi di pesci evitare
Non tutti i pesci utilizzati nel sushi sono uguali, e alcuni sono più sicuri di altri. Uno dei principali problemi è rappresentato dalla presenza di mercurio, un metallo pesante che si accumula nella catena alimentare marina e che può compromettere lo sviluppo cerebrale e neurologico del feto. Il metilmercurio, una forma tossica di mercurio presente nei pesci, può attraversare la placenta e influenzare negativamente lo sviluppo cerebrale del feto.
Secondo la FDA (Food and Drug Administration) e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), i pesci con i livelli più alti di mercurio, che dovrebbero essere evitati durante la gravidanza, includono:
- Pesce spada
- Sgombro reale
- Tonno fresco o pinne gialle
- Marlin
Tra gli ingredienti più popolari che troviamo nel sushi, spesso ci sono i gamberi. I gamberi hanno generalmente un basso contenuto di mercurio e, dal punto di vista chimico, sono considerati sicuri (anche perché non sono portatori di Aniskasis). Tuttavia, quando consumati crudi, i gamberi possono rappresentare un rischio microbiologico, in quanto possono essere contaminati da altri batteri come il Vibrio parahaemolyticus o da virus come il norovirus.
Quindi che fare? Ancora una volta la risposta è: fare attenzione alla provenienza e fare attenzione che il prodotto sia stato congelato (meglio abbattuto/surgelato).
Come fanno le donne giapponesi?
In Giappone, il sushi è una parte essenziale della cultura alimentare. Tuttavia, le donne giapponesi seguono pratiche diverse rispetto a quelle occidentali. Molte preferiscono varianti cotte, come gamberi al vapore o anguilla grigliata durante la gravidanza. Inoltre, i ristoranti giapponesi rispettano rigorosi standard igienici, e il pesce crudo è spesso trattato per eliminare parassiti e batteri. Siamo decisamente lontani dal concetto di all you can eat che troviamo qui in Italia. Ci sono chef che dedicano la propria vita nel miglioramento di un singolo pezzetto di sushi. Viene curato tutto nei minimi dettagli, dalla materia prima, fino alla realizzazione.
Il sushi cotto
Se sei un’amante del sushi, puoi optare per varianti cotte o vegetariane, che sono prive di rischi microbiologici.
Tra le opzioni più sicure ci sono:
- Ebi (gamberi cotti o in tempura)
- Unagi (anguilla grigliata)
- Tamago (frittata giapponese)
- Roll vegetariani, con avocado, cetriolo o tofu.
La Dott.ssa Lomazzi è specializzata in nutrizione per donne in gravidanza, allattamento e svezzamento, offrendo un supporto professionale e personalizzato per affrontare ogni fase con consapevolezza e serenità.
Con un approccio empatico e basato sulle evidenze scientifiche, aiuta le famiglie a compiere scelte alimentari equilibrate e adatte alle loro esigenze.
OMEGA-3 un beneficio nascosto nel sushi?
Gli omega-3, in particolare l’EPA e il DHA, sono nutrienti essenziali per lo sviluppo del sistema nervoso e visivo del feto. Il sushi, quando preparato con pesci come il salmone crudo adeguatamente trattato, può rappresentare una buona fonte di questi preziosi acidi grassi.
Uno studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition (2018) ha evidenziato che un apporto regolare di omega-3 durante la gravidanza contribuisce a migliorare le capacità cognitive e visive del bambino. Tra i pesci utilizzati per il sushi, il salmone è particolarmente ricco di omega-3 e presenta livelli di mercurio molto bassi rispetto a pesci come il tonno fresco, che come dicevamo in precedenza è meglio evitare in gravidanza.
Le linee guida OMS
Gli omega-3, in particolare l’EPA e il DHA, sono nutrienti essenziali per lo sviluppo del sistema nervoso e visivo del feto. Il sushi, quando preparato con pesci come il salmone crudo adeguatamente trattato, può rappresentare una buona fonte di questi preziosi acidi grassi.
Uno studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition (2018) ha evidenziato che un apporto regolare di omega-3 durante la gravidanza contribuisce a migliorare le capacità cognitive e visive del bambino. Tra i pesci utilizzati per il sushi, il salmone è particolarmente ricco di omega-3 e presenta livelli di mercurio molto bassi rispetto a pesci come il tonno fresco, che come dicevamo in precedenza è meglio evitare in gravidanza.
Cosa ne penso del sushi in gravidanza
Da grande amante del pesce crudo, per me rinunciare al sushi durante la gravidanza è stata una bella limitazione. In parte ho colmato questo “vuoto” con delle preparazioni cotte, principalmente quelle con il tempura. Altre volte invece mi è capitato di consumare del pesce a casa, in quanto ho nella mia cucina un abbattitore di temperatura. Ho acquistato del salmone da un fornitore di fiducia e surgelato immediatamente. Conservato per più di una settimana in congelatore e, al momento del taglio, verificato l’eventuale presenza di Aniskasis (anche se comunque il salmone di allevamento ha un rischio molto basso d’essere portatore).
Non mi fiderei assolutamente di consumare pesce crudo al ristorante, a meno che non sia gestito da uno chef giapponese e con il quale ho un rapporto di fiducia e comunicazione. Assolutamente da evitare in tutti i modi tutti gli all you can eat.
La cucina giapponese non è solo sushi
Pensare che la cucina giapponese sia solo sushi è come ridurre la cucina italiana alla pizza: un errore che non rende giustizia alla varietà e ricchezza di questa tradizione culinaria. La gravidanza, con le sue limitazioni sul consumo di pesce crudo, può essere l’occasione perfetta per scoprire altre specialità giapponesi altrettanto gustose e sicure.
Tra i piatti da provare ci sono il ramen, con il suo brodo saporito e nutriente; il donburi, ciotole di riso con proteine e verdure cotte; la croccante tempura; o l’okonomiyaki, una sorta di pancake salato. Tra i miei preferiti ci sono i Gyoza (provenienti dalla Cina ma riadattati in Giappone), dei ravioli cotti in padella con del ripieno, ad esempio maiale. Queste pietanze offrono sapori autentici e sono perfette per esplorare un lato diverso della cucina giapponese.
Abitando vicino Milano, ho la fortuna di avere a disposizione una grande varietà di ristoranti giapponesi che propongono molto più del sushi. Alcuni locali sorprendono con specialità meno conosciute, come zuppe artigianali e ricette regionali. Però attenzione, perché non è detto che in città più piccole non ci siano scelte di questo tipo. Ad esempio anche a Cagliari, dove mi trovo spesso per lavoro, ho scoperto un ristorante straordinario che valorizza le alternative al sushi, dimostrando quanto sia ricca la gastronomia giapponese.
Se sei abituata ad associare il Giappone solo al sushi, questo è il momento ideale per cambiare prospettiva: il tuo palato ti ringrazierà, e potresti scoprire nuove preferenze che resteranno con te anche dopo la gravidanza!
Conclusioni
Si può mangiare il sushi in gravidanza? La risposta tendenzialmente è sì, ma con le giuste precauzioni e accorgimenti che trovi descritte in questo articolo. In primis, scegli varianti cotte o vegetariane, affidati a ristoranti che rispettano standard igienici rigorosi e segui le raccomandazioni del tuo medico. Il sushi (inteso come pesce crudo) può far parte della tua dieta in gravidanza, a patto che tu bilanci il piacere del cibo con la sicurezza tua e del tuo bambino. La gravidanza è un momento unico, e con un po’ di attenzione, puoi continuare a gustare i tuoi piatti preferiti in tutta serenità. E diciamocelo, per 9 mesi puoi resistere 😉

